O I SOLDI O L’INFLUENZA
Strano, non capisco, siamo tutti giustamente preoccupati che nelle scuole non si diffonda l’influenza N1H1e il Ministero competente ci fa sapere che il rimedio principale è far lavare le mani agli alunni spesso, con il sapone liquido, sfregando le stesse per almeno 20 secondi soprattutto fra le dita. Ottimo, adesso dobbiamo mettere in atto queste raccomandazioni. Però manca il sapone.
Si, manca il sapone dai bagni della scuola dell’obbligo di mio figlio. Il Ministero competente prevede l’acquisto del sapone con il capitolo di spesa “Funzionamento generale” del bilancio di ogni scuola. Cioè la scuola compra il sapone (ed altre cose che servono) sapendo che, con un po’ di ritardo, il Ministero bonifica la somma prevista. Il problema è che non è stata bonificata la somma di quest’anno, ma neanche quella dell’anno scorso. Quindi, siccome l’Amministrazione scolastica non può anticipare due volte la stessa voce, non si compra il sapone.
Continuo a non capire. Questa, a casa mia, si chiama ipocrisia. Le chiacchiere non servono a niente, invece delle raccomandazioni preferirei di gran lunga un immediato bonifico della somma prevista a bilancio per l’acquisto del sapone. Bonifico immediato per la somma dell’anno scorso e quella di quest’anno. Tutto il resto è fumo.
A proposito di soldi per il “Funzionamento generale” della scuola, che sono quelli che servono appunto per i detersivi, cancelleria, acquisto o manutenzione della attrezzatura , bolletta del telefono, acquisto di libri, acquisto attrezzi sportivi ecc., cioè le spese per far funzionare concretamente l’edificio scolastico, bisogna sapere che sono stati drasticamente tagliati.
Nella scuola di mio figlio questi soldi erano, nel 2007, circa 130 Euro a bambino all’anno, nel 2008 e 2009 sono diventati circa 60 Euro a bambino, cioè meno della metà. Eppure io ho pagato di IRPEF ed ADDIZIONALE la stessa cifra, anzi forse qualcosa in più ed anche in anticipo rispetto all’anno contributivo. E quindi continuo a non capire. Non parlo della diatriba sui presunti insegnanti “fannulloni”, parlo delle spese di funzionamento della scuola; è come se in una famiglia le entrate si dimezzassero all’improvviso. Ognuno di noi sa quali conseguenze avrebbe questa eventualità sul tenore di vita.
Ma cosa hanno fatto di male i nostri figli per meritarsi questa punizione? Perché dobbiamo togliere dei soldi al tenore di vita scolastico, già bassino, dei bambini per destinarli ad altre spese? Ma la scuola pubblica non era una priorità per la Repubblica ? (Art. 9 – La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica). Articolo nove, non dieci e non otto, siamo nella top ten della Costituzione! Tanto per capirci viene tre articoli prima di quello che stabilisce il colore della bandiera italiana e due dopo i Patti Lateranensi di libera Chiesa in libero Stato!! Se questa non è una priorità ditemi voi cos’è.
E se poi si scoprisse che questi soldi vanno dritti dritti nelle casse delle scuole private? Allora no, non lo sopporterei, dallo stato d’animo di quello che non capisce passerei velocemente a quello che si arrabbia. Si perché è chiaro che adesso noi genitori dobbiamo mettere mano al portafogli e sovvenzionare l’acquisto del sapone e delle altre cose che servono per l’edificio della scuola, come già peraltro facciamo da tempo per le gite didattiche, per i pasti della mensa, per l’assicurazione dei bambini.
Quindi la scuola pubblica non è più, di fatto, gratuita, ma a pagamento, come le private. Anzi peggio delle private perché è a pagamento doppio, cioè con due rette, perché ricordo ancora che l’altra retta l’ho già pagata, in anticipo, l’anno scorso con le tasse.
Con buona pace della gratuità della scuola pubblica . (Art. 34 – La scuola è aperta a tutti. – L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.)
Con buona pace delle famiglie di fascia debole i cui figli hanno diritto ad accedere agli stessi studi di tutti e che, con la doppia retta, hanno serie difficoltà a mandare i figli a scuola ( Art 34 – I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.)
Su questo argomento non ci sono opinioni politiche, c’è solo una sana applicazione delle regole costituenti e di quel buon senso che sembra essere fuggito altrove.
Evitiamo almeno l’ipocrisia. O continuiamo a pagare le tasse e queste tornano “prioritariamente” sotto forma di scuola pubblica che funzioni pienamente e senza indugi, oppure togliamo il termine “obbligatoria e gratuita” dalla scuola e la facciamo diventare a tutti gli effetti a pagamento.
4.000 – 4.500 Euro di retta annuale per alunno e passa la paura.
Gli alunni che non si possono permettere questa spesa si arrangino, rimarranno ignoranti ed analfabeti. All’Italia rimarrà un bel numero di benestanti istruiti e un po’ cafoni.
Antonio Raimondo
Vice presidente del Consiglio dell’Istituto Comprensivo Galvani
dicembre 9th, 2009 at 09:28
In quale città sei? Nella primaria a Milano dei miei figli, abbiamo sempre portato il sapone all’inizio dell’anno. Mi sono meravigliata in prima: ora si meravigliano le persone che non hanno figli di quell’età. Si meravigliano ancora di più ora, che i genitori stanno arrivando a pagare il laboratorio di informatica della scuola, visto che da quest’anno sono arrivati zero euro. Non se ne parla, non se ne scrive sui giornali; ci stanno schiacciando nell’indifferenza generale, anche degli stessi schiacciati.
luglio 2nd, 2010 at 14:49
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