set 15 2009

Torino: licei affollati

Oltre trenta, in qualche caso fino a trentaquattro studenti per aula nei primi anni delle superiori.
di Ottavia Giustetti
Torino (15 settembre 2009)
Oltre trenta, in qualche caso fino a trentaquattro studenti per aula nei primi anni delle superiori. Classi che superano ampiamente i venticinque alle medie con anche spesso un portatore di handicap. Il problema della sicurezza nelle scuole quest´anno è addirittura più grave di quanto si prevedeva, causa il sovraffollamento che non risparmia quasi nessuno e che, salvo fantasiose congetture, si può imputare esclusivamente ai tagli operati sul numero di docenti, alla carenza di risorse degli istituti per le supplenze e all´elevato numero di bocciature soprattutto dopo gli esami di riparazione. Sentiti numerosi istituti il giorno dell´inizio delle lezioni, quando ormai non si può più “ballare” con i numeri, non ci sono dubbi sul fatto che sarà necessario un intervento delle istituzioni. In una città che vanta tra i più prestigiosi istituti superiori del Paese, la situazione è a dir poco sconcertante. Il Galileo Ferraris inaugura l´anno scolastico con tutte le prime a quota trenta studenti. Il liceo Cavour ha almeno una quarta ginnasio e una quinta con 31 studenti.

Il Gioberti raggiunge i 33 ragazzi in qualche prima. Anche il D´azeglio che quest´anno ha visto ridursi il boom di iscrizioni del passato ha quarte ginnasio che arrivano a 30. Il liceo Copernico è meno affollato: sono solo 29 gli studenti. L´Avogadro ha molte prime con 33 ragazzi. «Ho spiegato nel discorso inaugurale che la selezione sarà durissima il primo anno – dice Alfonso Lupo, preside dell´Avogadro – noi bocciamo il 38 per cento dei neo-iscritti dunque dal prossimo anno ci aspettiamo condizioni per gli studenti più vivibili». E probabilmente anche in altri istituti dove si boccia tradizionalmente meno, il sovraffollamento porterà a nuove linee di comportamento.

Ma il problema della sicurezza, anche e soprattutto dopo la ferita del Darwin, non può lasciare le istituzioni indifferenti. La legge sulla sicurezza parla chiaramente di 1,98 metri quadri per studente in ogni classe e basterebbe andare a misurare con mano per rendersi conto che non esistono di fatto in nessuna scuola aule da 60 metri quadri. I certificati di prevenzione incendi sono emessi per classi con numeri più ragionevoli e anche l´offerta formativa è gravemente compromessa se il rapporto tra docente e alunno è così elevato. Basti pensare che neppure all´Università ci si permette di mantenere un professore ogni trenta studenti.

Mentre gli uffici scolastici continuano a sottovalutare il problema o ad alzare le mani in segno di resa, nell´impossibilità di opporsi a tagli e organici assegnati dal ministero, la Provincia ha deciso di incontrare tutti i presidi delle scuole superiori giovedì mattina all´Avogadro, per capire quale è la situazione reale delle scuole e per pianificare degli interventi. «Il governo continua a prendere in giro i cittadini e anche le istituzioni locali sostenendo che il problema sicurezza non esiste – dice Umberto D´Ottavio, assessore provinciale all´Istruzione – qui da noi sappiamo bene quanto può costare sottovalutare il tema della carenza di norme di sicurezza. Dopo la tragedia di Rivoli sento che al di là delle ragioni politiche è necessario tenere alta la sorveglianza e per questo siamo pronti a sporgere denuncia nei casi in cui questa sorveglianza verrà a mancare». D´Ottavio che insieme al presidente della Provincia, Antonio Saitta, incontrerà giovedì i presidi, ha seguito passo passo l´inchiesta del procuratore Raffaele Guariniello sulle cause e le responsabilità per il crollo al liceo Darwin. Non ha dubbi sul fatto che lo stesso Guariniello potrebbe chiedere anche drastiche chiusure in quelle scuole dove le norme sulla sicurezza non vengono rispettate.

Identica la situazione delle medie inferiori che per la prima volta hanno classi con più di 25 bambini e in aggiunta magari anche un giovane portatore di handicap. Sono saltate tutte le regole e non ci sono soldi per chiamare i supplenti e “smezzare” le classi. «Abbiamo avuto tantissime iscrizioni e siamo felici di essere così “richiesti” – dice Maria Maddalena Cappellino, preside della Nievo-Matteotti – certo non mi sono mai trovata nella situazione di dover formare classi così numerose». Alla Nievo arrivano molti studenti dalla precollina e i figli di coloro che lavorano nei grandi ospedali della zona. «Nella maggior parte dei casi non ci è stato possibile spostare alunni nella succursale per ragioni di praticità della famiglia – dice Cappellino – quindi abbiamo accontentato tutti come potevamo».
originale su retescuole